"...La mostra che prelude alla definitiva istituzione di un "Centro di Documentazione Archeologica", colma un vuoto, elimina una soluzione di continuità tra le nostre radici, la nostra memoria storica, i nostri Antichi Padri e noi figli, la nostra società contemporanea e quant'altri non vogliono perdere i legami con il proprio passato.
Il nostro popolo autenticamente e genuinamente contadino, pur distaccato e lontano dai grandi processi culturali, ha sempre nutrito un religioso rispetto per le proprie tradizioni, restando tenacemente legato ad esse, alle proprie radici, anche quando le vicissitudini di una esistenza amara lo portavano lontano dalla terra natia.
Il profondo legame con le proprie radici è stato il denominatore comune che ha rinsaldato quanti erano lontani e quanti restavano, quanti sono ancora nostalgicamente lontani, fieri della loro origine, ed ai quali in particolare va dedicato questo spaccato di memoria storica.
L'emigrante che ritorna troverà quello che ha sempre insistentemente richiesto, un pezzo importante di storia della sua città di origine.
L'impegno dell'Amministrazione Comunale vuole determinare, favorire, sollecitare lo sviluppo della nostra città creando alcune condizioni per una effettiva crescita culturale..."
Isidoro Conte (assessore alla cultura 1998)