Ceglie Messapica con arte
-Il rispetto e l'amore per la cultura e le tradizioni della propria terra sono radici da cui l'individuo attinge linfa e forza,- -essenziali per la crescita personale e della comunità in cui opera e vive. L'arricchimento interiore che scaturisce da- -questo vincolo è sicuramente reciproco.

<<<<< ciao >>>>>

Utente: Gisan51
Nome: Pino Santoro

Un saldo legame con la propria terra di origine non è un limite alla creatività, ma un valore aggiunto. Questo lo conferma il brulicare di talenti, apprezzati ovunque e di cui è costellato il Salento. Essi hanno come leit motiv nelle loro opere, l'amore e l'orgoglio per le proprie radici e le proprie tradizioni.

OPERE E MOSTRE DI PINO SANTORO


Pino Santoro nella chiesa di San Domenico

Panoramica sull'arte di Pino Santoro

Computer Art di Pino Santoro

Creazione (T.M. su cartoncino 35/50)

Chiesa di San Domenico

Teatro Comunale (penna acquerellata)


Tra sogno e realtà


Trullo in cartapesta













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domenica, 27 settembre 2009

Viviana ricorda Pietro Gatti

Bella e semplice la serata alla Casina Vitale con la manifestazione de “I luoghi d'allerta” Voglio soffermarmi, però, sul momento toccante, con qualche attimo di commozione da parte di Viviana, figlia di Pietro Gatti, nel ricordare alcuni periodi della vita del padre.

Frequenta il seminario a Barletta e poi a Molfetta, ma lo ricorda come un periodo triste essendo, da spirito libero, poco incline alle regole e insofferente alla vita di comunità. Metteva tutto in discussione anche principi religiosi, fino a passare per eretico e luterano. Perduta completamente la fede uscì molto deluso dal seminario. Frequentò per un anno le scuole liceali a Martina poi, per le difficoltà nella frequenza, da privatista si diplomò alle Magistrali. A prepararlo agli esami fu una professoressa di Filosofia di Lecce. Finita la preparazione la professoressa, intuite le notevoli qualità dell'allievo lo licenziò dicendogli: “Ci rivediamo quando sarai Ministro”. Poco incline ai compromessi preferì non intraprendere mai la carriera politica scegliendo una vita tranquilla. Nel 1932 partecipa ad un concorso, che vinse, per un posto al Comune di Ceglie Messapica, arrivando all'incarico di vicesegretario. Visse il periodo del fascismo con insofferenza ma non si espose dato l'incarico pubblico che ricopriva. Si iscrisse, nel periodo postfascista, al Partito Comunista, ma si allontanò perché si trattava comunque di un altro partito dal pensiero unico e, per lui che metteva tutto in discussione, non erano accettabili imposizioni dogmatiche. Sposò una donna religiosissima e iscritta all'Azione Cattolica ma, dimostrando di rispettare anche le idee che non condivideva non ostacolò mai le sue convinzioni e le assidue frequentazioni della chiesa. Sia nei confronti della moglie che della figlia precorse i tempi dimostrando, diversi anni prima del movimento, di essere un femminista convinto.

Leggeva moltissimo e di tutto. La sua libreria era enorme a tal punto che, in seguito, molti suoi libri sono stati donati alla biblioteca comunale e alla biblioteca del Liceo Classico. Parecchie sere, alla moglie recitava versi della Divina Commedia.

La passione per la poesia, o la possibilità di potersi interessare è incominciata quando andò in pensione. Si ritirò definitivamente in campagna a contatto diretto con la natura. Scrisse alcune poesie in dialetto e le fece leggere ad un amico fidato che insegnava a Lecce per un giudizio disinteressato. L'amico notò le poesie e le fece leggere ad altri professori tra cui Donato Valli. I tre si accorsero di trovarsi di fronte ad un Poeta di alto livello e cominciarono a presentarlo e a recensire i suoi lavori. Fu un periodo prolifico nella sua creatività, da “A terra meje” dedicata alla sua terra, Nu viecchju diarie d’amore” scritto in occasione del matrimonio della figlia, “Nguna vite “ scritta come omaggio all'ellenico Leonida di Taranto, fino a sfociare nell'opera “A seconda venute”, la cui idea nacque da un'imaginetta religiosa donatagli durante un matrimonio e recante un verso del Vangelo: “ Signore rimani ancora con noi”. Fu colpito da un'ictus devastante che gli impedì i movimenti, lasciandogli lucida la mente. In seguito si accorse di non riuscire più a leggere anche se vedeva bene. L'ictus gli aveva tolto la capacità di interpretare le lettere. Quella fu la morte per chi non sapeva privarsi giornalmente della lettura di un buon libro. Ogni sera si addormentava con un libro sotto il cuscino o sul comodino. Lo accarezzava, lo baciava lo amava anche se il contenuto, ormai gli era oscuro.


postato da: Gisan51 alle ore 23:49 | link | commenti (8) | Reazione dei blog
categorie: poesia, profili
venerdì, 25 settembre 2009

Ma questa rotatoria?

Ma quante altre vite bisogna ancora sacrificare, prima che venga trovato un rimedio a quella curva maledetta?
Terrificante il rumore dello schianto che ho sentito a qualche centinaio di metri dalla Cripta san Michele, sulla via Ceglie Francavilla. Ed è uno dei tanti che, ormai
da anni, sento dal mio terreno, sulla "strada della morte." Dopo pochi minuti le sirene di diverse ambulanze. Erano circa le 15,30 quando è accaduto l'incidente, alle 16,30 ho provato a rientrare a Ceglie ma le macchine erano bloccate fino alla curva precedente a circa duecento metri. Non è stato possibile avvicinarmi al luogo dell'impatto perché, giustamente, le forze dell'ordine non facevano avvicinare per limitare la confusione. Come tante altre volte sono tornato indietro per fare rientro a Ceglie prendendo la via di Madonna della Grotta.
Questa sera apprendo il resoconto dell'incidente su Senzacolonne.
Purtroppo ha confermato quello che avevo già immaginato dopo quel tremendo botto.
postato da: Gisan51 alle ore 21:48 | link | commenti (3) | Reazione dei blog
categorie:
martedì, 22 settembre 2009

In mano a chi è realmente l'informazione?


Vignetta di Pino Santoro (anno 2006)
giovedì, 17 settembre 2009

Il silenzio è d'oro, ma per libera scelta

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione..." art.21 della Costituzione Italiana

Manifestazione per la libertà di stampa


Fiat Dux

Et dux fuit
postato da: Gisan51 alle ore 19:30 | link | commenti (1) | Reazione dei blog
categorie: politica, impegno
martedì, 15 settembre 2009

Lavoro e rassegnazione

Uele

Cu a peddare te asave,

a spadde angore chjecate

d'a fatije d'a dije annanze.

Te ste spettave na scatene

ambunne a scummove u uele.

All'areve, amare i toste ere

com'a tott'a vita tove.

Russe com'u sanghe ca scettave

pe ngrussà u segnure.

Fatjate! Na ve tremendite!”

jucculave da sobb'u sciaraballe

pueste sott'a n'areve d'alezze o frische

a sciurnate ve l'eta sudà bbone”

Se llesciave u mustazze ca te rraggiave,

scattave u scuriate e sceve

alla massarije addò spettave

agne bbene de Dije

o nu liette cu a cumbagnije.

Ce male ma fatte a Ccriste

pe sta vita toste

ca manghe le vestie fascene.

Cu spunnave a terre tanta ambunne

sott'a le mazzate de zappe

cu mme ccugghjeve.

Perdoneme Segnore

pe stu bruttu penziere,

quatte peccinne a case tegne

e na megghjere ca sonde u priesce

da vita meje.

U segnure cu degghje passà bbene

e pe mme cu pozze purtà tutte le giurne

u pane a case.

Domene patre ,figghje, spird'ssante,

Ammenne."

Pino Santoro


Terra rossa

Con la stella del mattino ti alzavi

la schiena ancora curva

per il lavoro del giorno prima.

Ti aspettava una scatena

a smuovere l'argilla.

Agli alberi amara e dura era

come tutta la tua vita.

Rossa come il sangue che gettavi

per ingrassare il signore.

Lavorate, non vi guardate!”

gridava da sopra il calessino

messo sotto un albero di leccio al fresco

la giornata dovete sudarvela bene”.

Si lisciava il baffo da farti rabbia

schioccava la frusta e andava

alla masseria dove lo aspettava

ogni ben di Dio

o un letto con la compagnia.

"Che male ho fatto a Cristo

per questa vita dura

che nemmeno le bestie fanno.

Sprofondasse la terra così profonda

sotto i colpi di zappa

da accogliermi.

Perdonami Signore

per questo brutto pensiero.

Quattro bambini a casa tengo

e una moglie che sono la contentezza

della vita mia.

il signore che possa passare bene

e per me che possa portare tutti i giorni

il pane a casa.

In nome del padre, figlio, Spirito Santo,

Amen, "

Nota: La fede era di grande conforto nel mondo contadino nel sopportare e dare un senso allla durezza della vita alla quale si era destinati.

 

postato da: Gisan51 alle ore 22:56 | link | commenti (4) | Reazione dei blog
categorie: poesia, arte, ceglie messapica, pino santoro
sabato, 12 settembre 2009

E perché no?

A vite

Andrapetecate assè

a vite du crestiane,

nu fuscia fusce

a ci cchjù alleste,

vule com'a nu viende

setecanne suenne.

Mu nu priesce jind'o core

i doppe nu chiande

ca strenge anganne.

June fatije

a setecasciurge(1)

pe nnu chichele de pane

e na cepodde pe spengeture,

n'ate assettate a case

jave pure u cumbanateche.

A vendra chjene mene casce

disce nu pruverbije

ma a vendra vacande

sone com'a nnu tammurre

e te fasce dulì

pure le medodde.

Pino Santoro

 

La vita

Complicata assai

la vita dell'uomo,

un fuggi fuggi

a chi più accaparra,

vola come il vento

inseguendo sogni.

Ora una gioia nel cuore

e poi un pianto

che stringe la gola.

Uno lavora

a inseguitopo (1)

per un tozzo di pane

e una cipolla per spingitoio,

un altro seduto a casa

ha pure il companatico.

La pancia piena tira calci

dice un proverbio

ma la pancia vuota

suona come un tamburo

e ti fa dolere pure il midollo.


Ho voluto scrivere questa poesia dialettale con il sistema di Pietro Gatti anche per fare un omaggio al nostro poeta che più ci rappresenta.

(1) setecasciurge (inseguitopo) era un modo di zappare la terra dove diversi  zappatori portavano avanti ,affiancati tra loro, un lembo di terra di circa due metri largo (scanniedd') per tutta la lunghezza del fondo. Diventava così un forsennato susseguirsi di colpi di zappa per non perdere la distanza prestabilita con gli zappatori vicini. La sera si può immaginare la stanchezza che sentissero i contadini con la felicità del padrone che aveva risparmiato tempo e denaro.

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categorie: arte, dialetto, ceglie messapica, pino santoro
domenica, 06 settembre 2009

Come una carezza...



Le opere di Pino Santoro nel mare di internet

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postato da: Gisan51 alle ore 22:22 | link | commenti (3) | Reazione dei blog
categorie: arte, ceglie messapica, pino santoro
sabato, 05 settembre 2009

Inedito


Bassorilievo su lastra in pietra 10x10 cm (Pino Santoro 2001)
postato da: Gisan51 alle ore 22:01 | link | commenti (5) | Reazione dei blog
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