Ceglie Messapica con arte
-Il rispetto e l'amore per la cultura e le tradizioni della propria terra sono radici da cui l'individuo attinge linfa e forza,- -essenziali per la crescita personale e della comunità in cui opera e vive. L'arricchimento interiore che scaturisce da- -questo vincolo è sicuramente reciproco.

<<<<< ciao >>>>>

Utente: Gisan51
Nome: Pino Santoro

Un saldo legame con la propria terra di origine non è un limite alla creatività, ma un valore aggiunto. Questo lo conferma il brulicare di talenti, apprezzati ovunque e di cui è costellato il Salento. Essi hanno come leit motiv nelle loro opere, l'amore e l'orgoglio per le proprie radici e le proprie tradizioni.

OPERE E MOSTRE DI PINO SANTORO


Pino Santoro nella chiesa di San Domenico

Panoramica sull'arte di Pino Santoro

Computer Art di Pino Santoro

Creazione (T.M. su cartoncino 35/50)

Chiesa di San Domenico

Teatro Comunale (penna acquerellata)


Tra sogno e realtà


Trullo in cartapesta













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venerdì, 30 maggio 2008

Via Crucis di un'Opera Omnia

Ciracì ricorda di aver proposto in Consiglio Provinciale il finanziamento dell'Opera Omnia di Pietro Gatti ma Mita senior non ha votato e Mita junior ha votato contro.
Dal resoconto del Consiglio Comunale curato da Sydbarrett




Foto di Pino Santoro

I Ccristu bbuene se mmiò gghiecate
sott'ò pise d'a crosce liende liende

E Cristo buono s'incamminò curvo
sotto il peso della croce lentamente

Pietro Gatti
postato da: Gisan51 alle ore 23:14 | link | commenti (11) | Reazione dei blog
categorie: poesia, politica, impegno
mercoledì, 28 maggio 2008

I Cento Scaloni

...ovvero quando la natura stende un velo pietoso sull'incuria dell'uomo  e su promesse non mantenute.

2006


2008
(clicca qui per approfondire ulteriormente)

Alcuni precedenti sui Cento Scaloni
postato da: Gisan51 alle ore 22:44 | link | commenti (6) | Reazione dei blog
categorie: impegno
venerdì, 23 maggio 2008

Pillole di saggezza

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, custodiscila.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.
Madre Teresa di Calcutta
postato da: Gisan51 alle ore 23:33 | link | commenti (4) | Reazione dei blog
categorie: riflessioni
martedì, 20 maggio 2008

Flash (Computer Art di Pino Santoro)

BRAMA

Vette sublimi anelo
e profondità
di universi interiori.
Bramo arsura estinguere
in fonti incontaminate
di arte cristallina.

Inedita di Pino Santoro


postato da: Gisan51 alle ore 21:33 | link | commenti (5) | Reazione dei blog
categorie:
sabato, 17 maggio 2008

Buona Domenica

Appuntamento romantico sotto un ulivo secolare


postato da: Gisan51 alle ore 23:34 | link | commenti (5) | Reazione dei blog
categorie: natura, poesia, arte, campagna cegliese
venerdì, 16 maggio 2008

Tarantella seconda parte

Le prime fonti che parlano di tarantella risalgono, secondo le conoscenze attuali, al XVII sec. e sono fonti musicali legate alla cura del morso della tarantola; ben più antiche sono le trattazioni mediche sul fenomeno epidemico e terapeutico. Ma per risalire a chiare citazioni del ballo riconosciuto col nome di tarantella, e riconducibile a forme simili alle attuali, bisogna spostarsi più avanti nel XVIII sec. Con la diffusione del Cristianesimo e di conseguenza l’aumentato potere temporale della Chiesa ci fu un sistematico abbattimento dei riti pagani, pianificato e portato avanti nel Medioevo dai grandi Maestri della Chiesa. Accadde, quindi, che le abitudini popolari, sempre dure a morire, specie se ancestrali, si incanalarono in un nuovo fenomeno: il tarantismo. Il tarantismo restava una sintesi fra danza orgiastica e musica concepita a fini terapeutici. In realtà, la danza conservava gli aspetti originari, equivoci, ma, poiché non era ufficialmente finalizzata al culto di Dioniso, diventava in qualche modo compatibile con le Istituzioni medievali, civili e religiose. Il diffondersi delle idee illuministiche in tutta Europa emarginò a cominciare dalle grandi città, superstizioni, magie e comportamenti ad esse ispirati. Il tarantismo, quindi, come una manifestazione superstiziosa fu relegata a Napoli, nel XVII secolo, tra i ceti più bassi e poveri della società. Più che la forza della religione, che pure condannava e puniva le danze oscene, fu la forza della ragione che emarginò e decretò la fine di tutta la cultura legata ai morsi della tarantola e ai suoi rimedi. La prestigiosa scuola medica napoletana dimostrò l'inconsistenza delle pretese guaritrici del tarantismo, facendo subito breccia nelle classi medio-alte, e confinando di fatto le vecchie pratiche ai livelli più bassi della stratificazione sociale e della civiltà rurale. In un diverso contesto culturale, il tarantismo si trasformava in tarantella. La tarantella assumeva le vesti di una danza nuova: conservava il tema tarant e la prerogativa di danza popolare, ma si apriva ai gusti e alle aspettative delle classi medie e medio-alte. Nella realtà, il processo di trasformazione in danza 'compatibile' fu molto lungo. Trascorse molto tempo prima che venisse accettata nelle forme più raffinate con le quali è giunta fino a noi. Negli strati più popolari continuava, pur dietro la nuova etichetta della tarantella, a sopravvivere la vecchia maniera del tarantismo e dei rituali dionisiaci. Il livello di erotismo rimase altissimo nelle varie figure del ballo, anche quando esso fu inserito nelle manifestazioni di devozione all'interno della festa della Madonna dell'Arco. Continuava a coesistere una doppia versione di tarantella: quella orgiastica, presentata perfino come spettacolo negli ambienti della prostituzione e quella ingentilita e arricchita, non solo nei contenuti, ma anche esteticamente e musicalmente.
Leggi prima parte
postato da: Gisan51 alle ore 22:27 | link | commenti (2) | Reazione dei blog
categorie: musica, tradizioni
giovedì, 15 maggio 2008

una serata con Pietro Gatti


Donato Valli visibilmente emozionato mentre svela gli arcani dello scrittoio di Pietro Gatti
Per il servizio fotografico cliccare qui o sull'immagine.

La pubblicazione di questa foto ha fatto ricomparire il blog che non è stato visibile per un giorno intero.

Ora la lascio.
postato da: Gisan51 alle ore 00:16 | link | commenti (3) | Reazione dei blog
categorie:
domenica, 11 maggio 2008

Battiti d'Arte

Concorso organizzato dall'U.N.I.T.A.L.S.I. di Ceglie Messapica
sezione poesia
la giuria composta da
Ettore Catalano  docente di letteratura italiana
Lina Bruno           docente di Taranto
Damiano Leo       poeta di Ceglie Messapica
Antonio Curri       poeta di Ceglie Messapica
ha assegnato i seguenti premi



Primo premio (sez. adulti)

Il senso della vita

Costretta ad inseguire i sogni
come unica possibilità
di essere me stessa
credere e sperare nell'impossibile risveglio dall'incubo
in cui sono capitata;
mi ritrovo seduta a terra
come un bambino che deve ancora
imparare a camminare.
In prossimità del mare,
mi scopro a giocare con la sabbia
la stringo in pugno
per sentirla mia
e per assicurarmi sulle forze rimaste,
poi la lascio scorrere via dalle mani
granelli come polvere del deserto
cui sarei condannata
se non riconoscessi in me
l'energia che fa girare la terra
e le porta il sorriso e la gioia
di sperimentare la luce del giorno nuovo

Lucia Pulpo di Taranto


secondo premio (sez. adulti)
Un'emozione chiamata vita

Cos'è la vita, se non un'emozione
che va vissuta intensamente
attimo per attimo in tutta la sua semplicità.

Cos'è la vita se non un tripudio di colori,
di profumi che c'inebriano e di sensazioni
che accrescono la nostra voglia di amare
e di sentirci vivi.

Se abbiamo tutto questo
che bisogno c'è della ricchezza
che inquina le nostre anime
e le rende sterili.

Che bisogno abbiamo della fama,
serve solo ad appagare il nostro ego
ma dentro rimaniamo vuoti
e senza un briciolo di umanità.

Che bisogno abbiamo del potere:
serve solo ad accrescere l'arroganza
e non permette di vivere con umiltà.

Ricchezza, fama, potere:
sono i veri flagelli dell'animo umano
di cui siamo totalmente succubi
sin dalla notte dei tempi
e che impediscono di vivere
una emozione chiamata vita

Giovanni Arsena di Francavilla Fontana

Primo premio (sez. giovani)
Il silenzio tramontato
Vedo tante bocche di leone,
artefici di un risveglio
primaverile. La gioia è vegeta,
il silenzio è tramontato, il cuore
mi si è riempito d'amore;
quell'amore che vorrei dare in
dono alle stesse bocche di leone
belle come la primavera negli
orari mattutini e pomeridiani.
Le mie parole sono vane, indegne di
essere paragonate ai canti graziosi della
natura, tanto buona
da mostrare all'uomo tutti i suoi colori
figli del mondo stesso in
cui attualmente
vivo; mura
di cemento armato riuscivano a zittirmi
facendomi sentire oppresso,
disperato. non degno di
positive considerazioni;
ora quelle mura di
cemento le ho demolite
dando spazio alla
luce naturale del sole.

Andrea Cinieri
di Villa Castelli
postato da: Gisan51 alle ore 16:35 | link | commenti (4) | Reazione dei blog
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