Ceglie Messapica con arte
-Il rispetto e l'amore per la cultura e le tradizioni della propria terra sono radici da cui l'individuo attinge linfa e forza,- -essenziali per la crescita personale e della comunità in cui opera e vive. L'arricchimento interiore che scaturisce da- -questo vincolo è sicuramente reciproco.

<<<<< ciao >>>>>

Utente: Gisan51
Nome: Pino Santoro

Un saldo legame con la propria terra di origine non è un limite alla creatività, ma un valore aggiunto. Questo lo conferma il brulicare di talenti, apprezzati ovunque e di cui è costellato il Salento. Essi hanno come leit motiv nelle loro opere, l'amore e l'orgoglio per le proprie radici e le proprie tradizioni.

OPERE E MOSTRE DI PINO SANTORO


Pino Santoro nella chiesa di San Domenico

Panoramica sull'arte di Pino Santoro

Computer Art di Pino Santoro

Creazione (T.M. su cartoncino 35/50)

Chiesa di San Domenico

Teatro Comunale (penna acquerellata)


Tra sogno e realtà


Trullo in cartapesta













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martedì, 27 febbraio 2007

Primavera alle porte a Ceglie








PRIMAVERA

Colori elargiscono
balconi vanitosi
quando festosi mandorli
indossano candore.
Distese variopinte
e fragranze delicate
leniscono
i miei grigiori
Dal libro "Rossi di Oleandro" di Pino Santoro
postato da: Gisan51 alle ore 11:22 | link | commenti (14) | Reazione dei blog
categorie:
venerdì, 23 febbraio 2007

Dalla prima pagina del periodico salentino un appello per la tutela dell'antica chiesa della Madonna della Grotta. All'interno una intera pagina molto interessante dedicata all'argomento.
postato da: Gisan51 alle ore 21:16 | link | commenti (5) | Reazione dei blog
categorie: storia, grotte, madonna della grotta
mercoledì, 21 febbraio 2007

Contrasti

Fede e devozione per non dimenticare il nostro patrimonio

Fiori sempre freschi davanti a questa immagine nel centro storico
postato da: Gisan51 alle ore 12:19 | link | commenti (6) | Reazione dei blog
categorie:
sabato, 17 febbraio 2007

Confronti e rimpianti

Due mondi in un'unica strada

Via Antelmi (centro storico) ieri


Via Antelmi (centro storico) oggi

Strade ospitali
ricamate di jame salam
riverberanti euforia
di ragazzi esperti di mazzaijun
scale traboccanti ciarlio
e bisbigliati segreti di pulcinella
balsamo è il ricordo.
Non è libertà
il verde dei semafori.

Da "Rossi di Oleandro" di Pino Santoro
postato da: Gisan51 alle ore 21:38 | link | commenti (4) | Reazione dei blog
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giovedì, 15 febbraio 2007

Ancora un omaggio al Castello

Il post sul castello ha interessato a questo blog, solo nella giornata di ieri, oltre 150 visitatori. Ciò sta a dimostrare che non sarà facile abbandonarlo al proprio destino.
Pubblico qui di seguito tre foto inedite, sperando che la vicenda di questi giorni, sia stata solo una momentanea distrazione da parte dell'amministrazione.




postato da: Gisan51 alle ore 20:55 | link | commenti (6) | Reazione dei blog
categorie: passato, castello
martedì, 13 febbraio 2007

E se un giorno, stanco e deluso, ci lasciasse accasciandosi al suolo?

...poscia più che l'amor poté 'l danaro.

Intanto godiamoci la sua maestà, quando dominava un centro storico abitato e imbiancato a latte di calce

...e il suo giardino negli anni '60
postato da: Gisan51 alle ore 21:21 | link | commenti (9) | Reazione dei blog
categorie: politica, riflessioni, storia, passato, castello
lunedì, 12 febbraio 2007

Specchia Castelluzzo

E’ sicuramente la più imponente tra le specchie conservate nel territorio di Ceglie situata a m. 208 sul livello del mare, ai confini tra Ceglie e Francavilla in un uliveto dell’omonima masseria. Si raggiunge da Ceglie percorrendo circa km 6 della provinciale per Francavilla, inoltrandosi a sinistra lungo il paretone, annesso alla specchia, per circa 700 metri, per poi deviare a nord seguendo un muro ad una sola fila di blocchi che collega paretone e specchia in circa 80 passi. Il De Giorgi ne conosce già l’esistenza nel 1908, ma il monumento viene riproposto all’attenzione degli studiosi nel 1928 dal Teofilato e dal Ribezzo che ci forniscono per la prima volta dei dati. Lo stato di conservazione doveva essere abbastanza precario già nel 1928, dal momento che il Teofilato ci parla prima di una base quadrata e di ripiani successivi circolari, mentre più tardi parla di forma ellittica. Di forma ellissoide parla anche Ribezzo e questa sembra essere la soluzione ragionevolmente accettabile. La specchia doveva essere costituita, secondo le ipotesi degli studiosi, da sei ripiani concentrici: per quanto riguarda i ripiani, il Teofilato sembra contraddirsi quando parla della specchia Talene che aveva “sei piani, uno in più della Miano” ( termine con cui meno esattamente si indica specchia Castelluzzo). Al centro dell’ultimo ripiano si alza una torretta circolare, in parte franata, costruita all’interno con blocchi squadrati di forma rettangolare, al contrario del resto del monumento innalzato con grossi blocchi irregolari. Dal piano di campagna, dalla parte est, si stacca  una rampa ascendente, oggi parzialmente visibile.



Ceglie Messapica: Specchia Castelluzzo vista da punti diversi
postato da: Gisan51 alle ore 15:48 | link | commenti (2) | Reazione dei blog
categorie: storia, passato, specchie
domenica, 11 febbraio 2007

Specchia Capece

La specchia Capece è posta in un denso oliveto a m 199 sul livello del mare, sulla linea di confine dei territori di Ceglie e Francavilla. Dalla sommità sono visibili gli abitati di Ceglie e Oria, in linea d’aria equidistanti dal monumento. E’ nota al De Giorgi ed è stata descritta nel 1929 dal Teofilato. La specchia, a pianta approssimativamente subcircolare, è costituita da tre cortine alte rispettivamente, a partire dal basso, m. 1.10, 1.75, 2.00. L’ultima cortina sostiene un cumulo a forma di cono costituito da pietrame informe, alto m. 2.50. Sul fianco nord ovest, incassata nella seconda cortina, si nota una scaletta con una decina di gradini, e poco più lontano da questa una seconda scaletta con altrettanti gradini, non più facilmente percettibili. Nella parte orientale una larga cortina di base è collegata alla specchia da una scaletta a cinque gradini. La cortina, parte integrante della specchia, larga quasi 10 m, è costituita oltre che da pietrame informe anche da terriccio, per cui è stato possibile l’attecchimento di un buon numero di alberi di ulivo. Sorge sulla confluenza di tre paretoni, larghi da due metri e mezzo a tre metri.


Ceglie Messapica
(Specchia Capece)
postato da: Gisan51 alle ore 08:48 | link | commenti (7) | Reazione dei blog
categorie: storia, passato, specchie