Ceglie Messapica con arte
-Il rispetto e l'amore per la cultura e le tradizioni della propria terra sono radici da cui l'individuo attinge linfa e forza,- -essenziali per la crescita personale e della comunità in cui opera e vive. L'arricchimento interiore che scaturisce da- -questo vincolo è sicuramente reciproco.

<<<<< ciao >>>>>

Utente: Gisan51
Nome: Pino Santoro

Un saldo legame con la propria terra di origine non è un limite alla creatività, ma un valore aggiunto. Questo lo conferma il brulicare di talenti, apprezzati ovunque e di cui è costellato il Salento. Essi hanno come leit motiv nelle loro opere, l'amore e l'orgoglio per le proprie radici e le proprie tradizioni.

OPERE E MOSTRE DI PINO SANTORO


Pino Santoro nella chiesa di San Domenico

Panoramica sull'arte di Pino Santoro

Computer Art di Pino Santoro

Creazione (T.M. su cartoncino 35/50)

Chiesa di San Domenico

Teatro Comunale (penna acquerellata)


Tra sogno e realtà


Trullo in cartapesta













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domenica, 28 maggio 2006

I poeti della mia terra
I poeti della mia terra
non emigrano mai
si portano chini ed alteri
in ogni spigolo la propria patria.
 
I poeti della mia terra
conoscono il nome di tutte le pietre
e non le scagliano mai
perchè sanno dei peccati del mondo.
 
I poeti della mia terra
non chiedono nulla per sè
se non danno agli ultimi
finché possono tutto ciò che possono.
 
I poeti della mia terra
hanno un cuore nuovo e spalancato
per ogni figlio perso
e nuovamente accolto e ritrovato.
 
I poeti della mia terra
raccontano da sempre
urlando ai piedi di una croce
il pianto di chi non ha voce.
 
I poeti della mia terra
seppelliscono i loro morti
sotto la nuda coltre dell’eterno
e si sentono oltre
e si sentono forti
i poeti della mia terra... 
Poesia di Damiano Leo tratto da "Le strade del cuore"
postato da: Gisan51 alle ore 14:38 | link | commenti (16) | Reazione dei blog
categorie: poesia
sabato, 27 maggio 2006

SCHEDA DI DAMIANO LEO
     Damiano LEO è nato il 6 maggio 1955 a Ceglie Messapica (BR). Membro Honoris Causa dell’Accademia Universale “Federico II di Svevia”. Premiato in molteplici concorsi nazionali ed internazionali. E’ risultato finalista al premio Nazionale di Poesia “Vittorio Bodini” (edizione 1999) e con sue liriche inedite ha partecipato alla realizzazione delle Antologie sulla condizione della poesia in Puglia e Basilicata: L’Anemone e la luna, Dalla soglia di un sogno, Il segreto della tenerezza, La parola incantata. Con la silloge inedita Le Strade del Cuore è giunto terzo alla XIII edizione dell’Europremio Letterario “Città di Corato” – Oscar “Antonietta Di Bari Bruno” (ottobre 2002).
       Inoltre Damiano LEO, per la sezione libro edito, si è aggiudicato il “Città di Crispiano” (ottobre 2005) e il “Città di Taranto” (dicembre 2005).
       Ha pubblicato: Orme d’Echi, Padre Tempo e i sette figli, Canto per Ceglie, Incontri, Sentimenti, L’Amante di Nettuno, Tralci d’Antichi Eden e Le Strade del Cuore.
postato da: Gisan51 alle ore 16:57 | link | commenti (2) | Reazione dei blog
categorie: profili, personaggi cegliesi
giovedì, 25 maggio 2006

SCHEDA DI RITA SANTORO MASTANTUONO
 
         Rita SANTORO MASTANTUONO è nata e resiede in Ceglie Messapica (BR), in pensione, dopo diversi anni d’insegnamento nella scuola elementare.
         Anche se ormai non vedente, continua nella produzione letteraria che tanto le sta a cuore.
         Ha collaborato con importanti riviste proponendo poesie, racconti e saggi.
         E’ presente in diverse Antologie.
         Ha ricevuto ambìti premi anche in campo internazionale.
 
Al suo attivo le seguenti silloge edite:
-         Margherite negli occhi – Club degli autori – Bologna
-         Dalle radici dell’anima – Pellegrini – Cosenza
-         Il pane dell’attesa – Gabrieli – Roma
-         Vene di luce – Portofranco – Taranto
-         La riva sommersa – Portofranco – Taranto
-         Per cieli d’albe – Portofranco – Taranto
-         Crisalidi e sole – Lisi – Pulsano – Taranto
-         Un respiro, un sogno, una parola – Portofranco – Taranto
-         Nel solco del tempo – Dellisanti – Massafra (TA)
-         Nei sentieri del vivere – Dellisanti – Massacra (TA)
-         Con te mio Dio – Portofranco –Taranto.
E’ di questi giorni la pubblicazione della sua ultima raccolta poetica: “Grappoli di sogni”, edita sempre da Antonio Dellisanti di Massafra, silloge, questa, che presto sarà tradotta anche in Grecia.
postato da: Gisan51 alle ore 13:47 | link | commenti (4) | Reazione dei blog
categorie: profili, personaggi cegliesi
sabato, 20 maggio 2006

SCHEDA ARTISTICA DI PINO SANTORO 
 
        Nato a Ceglie Messapica Pino SANTORO ha compiuto gli studi classici al “Liceo Parificato al Trionfale” di Roma. Di formazione artistica autodidatta, sin da giovanissimo ha sperimentato varie forme di arte, dalla musica alla poesia. Negli anni '70 approda alla pittura e alla scultura.
       Come vignettista ha collaborato con il periodico locale "l'Idea". Ha realizzato vari manifesti: la “40a Coppa Messapica”, il “35° Presepe Artistico Grotte di Montevicoli”, “Ceglie-Estate”, “Dicembre Musicale”, “Presepe Vivente nel Centro Storico”.
        Numerosi i premi e riconoscimenti conseguiti tra i quali: “Premio Città di Brindisi”, “Trofeo Oscar Puglia”, due volte il 1° Premio al Concorso “L’uomo e il suo Tempo”, Medaglia d’argento “Benemerenza 1995”, Medaglia d’oro “Biennale di Venezia”, 1° Premio al Concorso “Pensieri del 2° Millennio”, tre volte il 1° Premio al “Concorso Internazionale OggiFuturo”, 1° Premio al “Trofeo Città di Lecce”, 1° premio al “Great Contemporary Painters”, Titolo di Cavaliere dell’Arte a Milano, riconoscimento “Erede di De Chirico” a Novara, titolo di Maestro d’Arte, assegnato dal Centro Universitario Accademia di Francia, membro dell’Accademia Internazionale dei Micenei di Reggio Calabria, dell’Accademia Greci-Marino di Vercelli e dell’Accademia del Fiorino.
        Ha esposto in numerose Gallerie d’Arte e Fiere italiane ed internazionali.
        Si sono interessati di lui i critici: Alemanno, Cracas, Amodio, Tanelli, Perdicaro, Belgiovine Scatigna-Minghetti, Falossi, Argelier, Pasolino, Baldassarre, Conenna.
       E’ stato recensito dalle testate giornalistiche di New York: “L’Idea Magazine” e “Il Ponte Italoamericano” oltre che da quotidiani nazionali e riviste specializzate del settore artistico.
       Le sue opere si trovano in numerose e prestigiose collezioni private di diversi Stati Europei ed Americani.
        Ha pubblicato due libri di poesie: “Proscenio Bianco di Calce” e “Rossi di Oleandro”, che sono un viaggio nostalgico in una civiltà contadina del passato carica di musica, colori ed estenuante lavoro, recensiti rispettivamente da Damiano Leo e Vincenzo Gasparro.
          Il suo sito ufficiale è www.pinosantoro.it
postato da: Gisan51 alle ore 15:43 | link | commenti (4) | Reazione dei blog
categorie: profili, personaggi cegliesi
mercoledì, 17 maggio 2006

SCHEDA ARTISTICA DI VINCENZO GASPARRO
  
       Vincenzo GASPARRO è nato a Ceglie Messapica (BR) dove vive e insegna. Collabora attivamente a diversi giornali nazionali e locali.
         Ha esordito con un importante libro in cui movente memoriale e storia trovano un incontro di ineccepibile effetto, costituendo preciso riferimento documentaristico e coinvolgente intonazione narrativa dove commento e umorismo sono magistralmente distribuiti e dosati: “La pampanella amara (vent’anni di storia e memoria a Ceglie Messapica 1960 – 1980)”, uscito nel 1989.    Del ’94 è invece è l’esordio poetico con “Taccuino”, connotato da un terzo ed essenziale lirismo raccolto in una interessante sintesi linguistica e visuale, oltre che dalle inedite ed efficaci immagini evocate; le quali si ripresentano, innestate in più intensi tratti meditativi, nelle successive raccolte: “Parole mai distratte” (2000), “Grazie per i balconi fioriti” (2001), “Barchette arancio e limone” (2002), venato da equilibrati accordi di ironia e non ignaro di classiche tradizioni e “Nel mattino disperso” (2004), testo di successo presentato in vari incontri letterari dal suo editore.
         Il “Dizionario ragionato degli scrittori italiani del ‘900”, curato da Rodolfo Tommasi, indica Vincenzo GASPARRO tra le voci più rappresentative del secondo ‘900.
          E’ presente nella “Storia della Letteratura Italiana del Secondo Novecento”.
Si sono occupati tra l’altro le riviste: Atelier, Poiesis, Punto d’Incontro, Ellin Selae.
          E’ presente nel testo “La saggezza della Letteratura” edizioni Laterza con un saggio di Rosario Jurlaro.
postato da: Gisan51 alle ore 19:39 | link | commenti (3) | Reazione dei blog
categorie: profili, personaggi cegliesi
martedì, 16 maggio 2006

SCHEDA ARTISTICA DI PIETRO GATTI

 

Pietro GATTI  nato a Bari, nel 1913, in modo del tutto accidentale e “non incidente sulla sua vita”, come scrisse lui stesso in una nota autobiografica. I genitori si erano trasferiti nel capoluogo pugliese per permettere alla madre di frequentare un corso di ostetricia. Il piccolo Pietro, ancora di pochi mesi, fu portato a Ceglie e qui si “radicò profondissimamente”. Studiò in seminario per cinque anni. Ne venne fuori approdando, con insofferenza, all’insegnamento elementare. Quindi fu dipendente comunale dal 1938 al 1974, anni in cui la poesia batteva così forte da indurre il poeta al pensionamento anticipato.

         Infiniti sono i riconoscimenti critici per la produzione artistica del poeta cegliese Pietro GATTI. Fra coloro che si sono occupati del nostro poeta  ci piace citare il critico e docente di glottologia presso l’università di Lecce, Mario D’Elia, con “La poesia dialettale di Pietro Gatti”; Macrì con una puntigliosa recensione apparsa su “L’albero”; Mario Marti con “Notizie dal Salento: la poesia dialettale del cegliese Pietro Gatti”; i nostri concittadini Giuseppe e Pietro Magno in “Storia di Ceglie Messapica” e ancora Vincenzo Gasparro  in “La pampanella amara” e l’illustre rettore dell’università di Lecce, Donato Valli, fraterno amico del Gatti.

         Con Gatti il dialetto cegliese è entrato a pieno titolo negli studi di dialettologia. L’esordio alla carta stampata è segnato da una breve silloge edita dalla Tipografica di Ceglie nel 1973 con “Nu vecchju diarie d’amore”: un canzoniere a carattere autobiografico che già tendeva ad un simbolismo immediato, di un’istintività pascoliana. Nel maggio del ’76, presso Schena di Fasano, vede la luce quella che noi riteniamo essere il capolavoro del Gatti: “A terra meje”. Qui è un continuo rincorrersi di immagini felici, pregne di un mondo di povertà e di miseria, di sudore e di fatica. Sei anni di silenzio editoriale per approdare ad una esaltante fusione di autobiografismo e simbolismo con “Memorie d’ajere i dde josce”. Raccolta poetica, questa, in cui i versi si fanno preghiera. Nel 1984 Pietro Gatti ci regala il suo quarto pilastro: “ ‘Nguna vite”: un dolore-amore tutto meridionale e foscoliano plasma ogni poesia. La morte che “nasce dalla vita”, si confonde con il quotidiano.

         Alle importantissime opere citate Pietro Gatti, grazie alla sensibilità artistica di alcuni amici e all’impegno del Rotary Club – Terra dei Messapi di Ceglie, aggiunge, nel dicembre del 1997 per i tipi della locale casa editrice, “A seconda venuta” (La seconda venuta), opera epica e monumentale con la quale il nostro si consegna per sempre alla storia della poesia dialettale.

         Al maggiore poeta cegliese di tutti i tempi chiediamo, facendo nostra una sua dedica: “… cu nne làsse a porte scaranzate” (… che ci lasci la porta socchiusa).

postato da: Gisan51 alle ore 11:48 | link | commenti (4) | Reazione dei blog
categorie: profili, personaggi cegliesi
martedì, 09 maggio 2006

.Sud

Sud tra polvere e vento

ombre e luci

sotto la lama del bisturi tagliente

ed il passo faticoso

verso la via maestra

tra dirupi e scoscendimenti

promana dalle rocce

della terra dove un giorno

“Cristo s’è fermato”

ineluso grido.

Sud col volto di mio padre

tra brezze marine aliti d’uliveti

tracce impronte di solchi amari

alla pettura del tempo

Sud che spezza radici

approda in isole lontane

Sud mente

malta cementizia

tra i grattacieli di New York

per le strade di Manhattan

finestra aperta sulle lande

ghiacciate del Canada

sulle rive boscose dell’Australia

Sud in prima linea

e sempre in trincea

Sud braccia

braccia esposte a poco prezzo

sulle bancarelle del mondo

Sud saluti da spedire di lontano

e mille cose da raccontare in solitudine

tra giostre d’echi

che nessuno riesce a spegnere

Passa tra le forche caudine della miseria

l’eroismo senza vanagloria

ed anche la perversione maledetta!...

Sud che mira lontano

aziona suonerie di risveglio

tra frammenti di roccia

costruisce vasi di alabastro

in cui riversa rivoli di poesia

quando spigola il vento

nel fremito di una foglia

e riscopre palpiti di cielo

Sud calore d’onda tumultuante

in arcipelago sommerso

ed impeto di vulcano

per meati sotterranei

Sud natura

anfora di vino spumeggiante

Quando alla gola annoda lacci

l’incertezza del futuro

sarà prepotente la ragione di essere

che spinge a sfidare le nebbie del Nord

alla caligine di ioduri solfuri bromuri

al serpe strisciante della silicosi

negli antri scuri della terra

Sarà la ragione di essere

per resistere alla malinconia lacerante

nelle baracche di laterizi

alla periferia delle metropoli ammaliatrici

acuita a sera da un vecchio giradischi

dai do di petto

di Caruso Gigli e Pavarotti

malinconia

bramosia di sole natio

di quel sole che

non può spedirsi in pacchi

come i salumi caserecci della Calabria

i fichi mandorlati della Puglia

le conserve della Lucania e della Campania

La ragione di essere

scoprendo angoli di mondo

per essere  mondo.

Di Rita Santoro Mastantuono

postato da: Gisan51 alle ore 18:56 | link | commenti (3) | Reazione dei blog
categorie: poesia